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Italia.it addio - Nea Polis 21/01/08

italia1.jpgdi Margherita Rosciano

Sparisce dal web il portale del Turismo italiano, Italia.it, presentato con grande entusiasmo alla Bit del febbraio 2007. Da subito aveva suscitato aspre critiche su contenuti, grafica, aggiornamenti e un vespaio sui costi. Dopo l’attenzione di Associazioni dei consumatori e Commissioni di governo è stato eliminato senza alcun preavviso.

Dopo mesi di scandali e, si dice, 58 milioni di euro dei contribuenti stanziati, sparisce dal web il sito Italia.it. Doveva essere il superportale del turismo e si è rivelato uno dei più grandi flop della rete. Era stato aspramente criticato da subito – per grafica, contenuti, aggiornamenti - tanto da far chiedere al Governo la documentazione sulla realizzazione, cioè come erano stati spesi i soldi degli italiani. Da qui era nato un botta e risposta davvero poco edificante. Dopo mesi di silenzio il Governo aveva affidato alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi la domanda dell’associazione dei consumatori Generazione Attiva. La risposta? Ancora picche. Così come formulata la domanda non rientra tra i loro diritti perché fatta in funzione di un generico e indistinto interesse al contenimento della spesa pubblica.                Il Ministro Rutelli, lo scorso ottobre, aveva annunciato che il sito ci avrebbe riprovato alla Bit 2008, dopodiché, sarebbe stato chiuso. Invece, senza dir niente a nessuno lo scorso fine settimana, è stato eliminato. L’Avvocatura dello Stato, oggi, attribuisce il fallimento al mancato coordinamento tra appaltante e fornitore, con soggetti Innovazione Italia Spa, Dipartimento per l’IT e Tecnologie Ibm.A cose fatte, solo la spiegazione di Ciro Esposito, capo del dipartimento per l’Innovazione della presidenza del Consiglio: “ il Governo aveva destinato al portale 45 milioni di euro. Ne sono stati spesi 7. Il resto rimane in cassa in attesa di ricominciare e fare qualcosa di diverso con le Regioni”, alle quali, ricordiamo, era stato affidato il progetto di un Portale Interregionale, già finanziato con 13 milioni di euro e del quale,perora,pocosisa. 

www.italia.it

www.generazioneattiva.it

www.scandaloitaliano.it

www.innovazionepa.gov.it 

www.governo.it 

Un Commento per “Italia.it addio - Nea Polis 21/01/08”

  1. Se l’incarico per la costruzione e l’aggiornamento di un sito si affida agli «amici degli amici» il risultato è certo. C.V.D. (come volevasi dimostrare). “E io PAGO!”. Si perchè chi ha “lavorato” ha già incassato, io invece ho lavorato e a contratto concluso: un anno lo abboniamo, un altro lo paghiamo a fine anno (quale?) e a gennaio gli aumenti previsti non si vedono ancora. Bravi! Bravi! Viva la sinistra dei Lavoratori.

  2. [...] il servizio (Video - trascrizione) andato in onda nella trasmissione di ieri di Neapolis che cita anche Generazione [...]

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